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La Categoria dei Consulenti del Lavoro prima del suo riconoscimento istituzionale era aggregata in associazione. Ed è stata proprio la strenua lotta, fatta di tante piccole battaglie, condotta dall’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro (costituita nel 1953) che ci ha portato prima, nel 1959, al Regolamento di attuazione della Legge 23 Novembre 1939 n. 1815 sull’esercizio delle attività professionali , poi al riconoscimento giuridico della nostra Categoria con la Legge 12 Ottobre 1964 n. 1081. E sempre la spinta associativa portò qualche anno più tardi, nel 1971, ancora nel giorno 23 Novembre, alla Legge n. 1100 che istituì, l’Enpacl, il nostro Ente di Previdenza. Non meno combattuta è stato l’iter di formazione dell’attuale legge che regola l’ordinamento della professione del Consulente del Lavoro, la Legge 11 Gennaio 1979, n. 12. Dopo le battaglie "istituzionali" l’ANCL ha spostato il suo obbiettivo all’interno della Categoria mirando, negli anni, da un lato a tutelare e difendere gli interessi dei Consulenti del Lavoro e dall’altro ad elevarne l’immagine all’esterno. Tutto ciò attraverso un graduale rinnovamento dell’Associazione stessa, nei suoi fini, nei suoi mezzi e nella sua struttura organizzativa. L’ultimo atto di tale ammodernamento è stato la celebrazione del Congresso Straordinario del 8/9/10 Novembre 2002 conclusosi con l’approvazione del Nuovo Statuto. La novità formale e sostanziale nello stesso tempo, di maggior rilievo è la denominazione in Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro Sindacato Unitario di Categoria Il Congresso ha, infatti, ratificato l’unificazione sindacale con il Siclam e l’Ucla (già costole della vecchia Ancl). L’unificazione, come si legge nel manifesto associativo, nasce dalla necessità di non disperdere energie importanti, di dotare la Categoria di un Sindacato unico, forte e rappresentativo, capace di far sentire la propria voce a tutti i livelli con piena dignità. Il Congresso è stato il momento anche per innovarsi nei fini prevedendo accanto ai tradizionali obbiettivi di difesa e tutela degli interessi professionali e sindacali dei consulenti del lavoro, anche la valorizzazione dell’immagine del Consulente "professionista e imprenditore" e del suo sempre più attivo ruolo sociale. Gli altri obbiettivi di formazione, informazione e aggiornamento professionale sono compiti di un rinnovato Centro Studi Nazionale. Sul versante organizzativo interno si è riproposta la strada della regionalizzazione che, quando è stata imboccata, nel 1998 era forse in anticipo sui tempi ma che oggi, in mancanza di un effettivo decollo, rischia di portarci in ritardo rispetto alla galoppante devolution amministrativa statale. Il perno centrale dell’Associazione resta comunque, ancor oggi, l’Unione Provinciale lì dove si forma e si rafforza l’aggregazione, lì dove il contatto con l’associato è costante, pressante, incentivante, lì dove crescono i futuri Dirigenti di Categoria. I componenti in carica del Consiglio Provinciale sono perfettamente consapevoli del momento negativo che sta attraversando la nostra Categoria che viene depauperata sempre più delle sue competenze, da Governi assolutamente incuranti di tutelare cittadini, e tesi sempre più ad abolire gli Ordini Professionali. Essi sono, altresì, consci che il ruolo dell’ANCL è quello di un soggetto politico che segnala ed invia nelle Istituzioni (Consiglio Provinciale dell’Ordine, Assemblea dei delegati ENPACL, Consiglio Nazionale dell’Ordine e Consiglio d’Amministrazione ENPACL) colleghi che, nel rispetto del mandato ricevuto, indirizzano le loro energie nell’attuazione di un programma che ha come unico denominatore comune la tutela della Categoria. Pur nell’ambito della dialettica interna all’Associazione, i colleghi dell’Unione Provinciale sanno che è fondamentale essere uniti di fronte alle Istituzioni e lavorare insieme tutti perché la professione di Consulente del Lavoro non venga svilita da politici malaccorti al reale interesse dei cittadini e dei professionisti in particolare. E’ proprio la tutela della Categoria, più che mai necessaria oggi, che non deve dividerci in lotte fratricide. La categoria esiste grazie all’ANCL e con l’ANCL deve trovare le energie più remote per salvare la professione
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